giovedì, luglio 27, 2006

Giustizia alla mia generazione !

Rendiamo giustizia a una generazione, quella di noi nati tra gli anni 70 e 80,
quelli che vedono la casa acquistata allora dai nostri genitori valere oggi 20 o
30 volte tanto, e che pagheranno la propria fino ai 50 anni.

Noi non abbiamo fatto la Guerra, né abbiamo visto lo
sbarco sulla luna, non abbiamo vissuto gli anni di
piombo, né abbiamo votato il referendum per l'aborto e
la nostra memoria storica comincia coi Mondiali di
Italia '90.

Per non aver vissuto direttamente il '68 ci dicono che
non abbiamo ideali, mentre ne sappiamo di politica più di quanto
credono e più di quanto sapranno mai i nostri fratelli minori e discendenti.

Babbo Natale non sempre ci portava ciò che chiedevamo,
però ci sentivamo dire, e lo sentiamo ancora, che
abbiamo avuto tutto, nonostante quelli che sono venuti
dopo di noi che hanno avuto tutto, e nessuno glielo
dice.

Siamo l'ultima generazione che ha imparato a giocare
con le biglie, a saltare la corda, a giocare a lupo, a
un-due-tre-stella, e allo stesso tempo i primi ad aver
giocato coi videogiochi,ad essere andati ai parchi di
divertimento o aver visto i cartoni animati a colori.

Abbiamo indossato pantaloni a campana, a sigaretta, a
zampa di elefante e con la cucitura storta; la nostra prima
tuta è stata blu con bande bianche sulle maniche e le
nostre prime scarpe da ginnastica di marca le abbiamo
avute dopo i 10 anni.

Andavamo a scuola quando il 1 novembre era il giorno
dei Santi e non Halloween, quando ancora si veniva bocciati,
siamo stati gli ultimi a fare la Maturità e i pionieri del 3+2.

Siamo stati etichettati come Generazione X e abbiamo
dovuto sorbirci Sentieri e i Visitors, Twin Peaks e
Beverly Hills (ti piacquero allora, vai a rivederli
adesso, vedrai che delusione).

Abbiamo pianto per Candy-Candy, ci siamo innamorate
dei fratelli di Georgie, abbiamo riso con Spank, ballato
con Heather Parisi, cantato con Cristina D'Avena e imparato
la mitologia greca con Pollon.

Siamo una generazione che ha visto Maradona fare
campagne contro la droga.

Siamo i primi ad essere entrati nel mondo del lavoro
come Co.Co.Co. e quelli per cui non gli costa niente licenziarci.

Ci ricordano sempre fatti accaduti prima che
nascessimo,come se non avessimo vissuto nessun
avvenimento storico.

Abbiamo imparato che cos'è il terrorismo, abbiamo
visto cadere il muro di Berlino, e Clinton avere relazioni improprie con
la segretaria nella Stanza Ovale; siamo state le
più giovani vittime di Cernobyl; quelli della nostra
generazione l'hanno fatta la guerra (Kosovo,
Afghanistan, Iraq, ecc.); abbiamo gridato NO NATO,
fuori le basi dall'Italia, senza sapere molto bene
cosa significasse, per poi capirlo di colpo un 11 di
settembre.

Abbiamo imparato a programmare un videoregistratore
prima di chiunque
altro, abbiamo giocato a Pac-Man, odiamo Bill Gates e
credevamo che internet sarebbe stato un mondo libero.

Siamo la generazione di Bim Bum Bam, di
Clementina-e-il-Piccolo-Mugnaio-Bianco e del Drive-in.

Siamo la generazione che andò al cinema a vedere i
film di Bud Spencer e Terence Hill.

Quelli cresciuti ascoltando gli Europe e Nik Kamen, e
gli ultimi a usare dei gettoni del telefono.

Ci siamo emozionati con Superman, ET o Alla Ricerca
dell'Arca Perduta.

Bevevamo il Billy e mangiavamo le Big Bubble, ma
neanche le Hubba Bubba erano male; al supermercato
le cassiere ci davano le caramelline di zucchero come resto.

Siamo la generazione di Crystal Ball ("con Crystal
Ball ci puoi giocare."), delle sorprese del Mulino Bianco, dei
mattoncini Lego a forma di mattoncino, dei Puffi, i
Volutrons, Magnum P.I., Holly e Benji, Mimì Ayuara,
l'Incredibile Hulk, Poochie, Yattaman, Iridella,
He-Man, Lamù, Creamy, Kiss Me Licia, i Barbapapà , i
Mini-Pony, le Micro-Machine, Big Jim e la casa di
Barbie di cartone ma con l'ascensore.

La generazione che ancora si chiede se Mila e Shiro
alla fine vanno insieme.

La generazione che non ricorda l'Italia Mondiale '82,
e che ci viene un riso smorzato quando ci vogliono
dare a bere che l'Italia di quest'anno è la favorita.

L'ultima generazione a vedere il proprio padre
caricare il portapacchi della macchina all'inverosimile
per andare in vacanza 15 giorni.

L'ultima generazione degli spinelli.

Guardandoci indietro è difficile credere che siamo
ancora vivi: viaggiavamo in macchina senza cinture,
senza seggiolini speciali e senza air-bag;
facevamo viaggi di 10-12 ore e non soffrivamo di
sindrome da classe turista.

Non avevamo porte con protezioni, armadi o flaconi di
medicinali con chiusure a prova di bambino.

Andavamo in bicicletta senza casco né protezioni per
le ginocchia o i gomiti.

Le altalene erano di ferro con gli spigoli vivi e il
gioco delle penitenze era bestiale.

Non c'erano i cellulari.

Andavamo a scuola carichi di libri e quaderni, tutti
infilati in una cartella che raramente aveva gli
spallacci imbottiti, e tanto meno le rotelle!!

Magiavamo dolci e bevevamo bibite, ma non eravamo
obesi.
Al limite uno era grasso e fine.

Ci attaccavamo alla stessa bottiglia per bere e
nessuno si è mai infettato.

Ci trasmettevamo solo i pidocchi a scuola, cosa che le
nostre madri sistemavamo lavandoci la testa con
l'aceto.

Non avevamo Playstation, Nintendo 64, videogiochi, 99
canali televisivi, dolby-surround, cellulari, computer e
Internet, però ce la spassavamo tirandoci gavettoni e
rotolandoci per terra tirando su di tutto; bevevamo l'acqua
direttamente dalle fontane dei parchi, acqua non imbottigliata,
che bevono anche i cani!

E le ragazze si intortavano inseguendole per toccar
loro il sedere e giocando al gioco della bottiglia o a quello
della verità, non in una chat dicendo :) :D :P

Abbiamo avuto libertà , fallimenti, successi e
responsabilità e abbiamo imparato a crescere con tutto ciò.

Tu sei uno di nostri? Congratulazioni

giovedì, luglio 20, 2006

Metti un giorno in Europa


Roma 19 luglio 2006, suona la sveglia alle 4.00…..

Non riesco nemmeno ad aprire gli occhi !

In piedi, ci prepariamo, va tutto bene, in fondo oggi si va a Barcelona….

Volo Iberia partenza prevista ore 07.45.

Alle 5.40 siamo in aeroporto pronti per il check in, senza prenotazione speriamo ci sia posto.

Tutto tranquillo, l'aereo è quasi vuoto, siamo a bordo.

Si va a Barcelona.

Alle 9.30 siamo all'aeroporto.

Ci guardiamo attorno alla ricerca di un collegamento con la città.

Un autobus collega perfettamente l'aeroporto con il centro di Barcelona. Con 3,75 euri siamo a pl.de Catalunya, praticamente all'inizio della rambla. Che aria spagnola che si respira !!!


La piazza è immensa e tutti la attraversano praticamente nella stessa direzione… La via rambla, praticamente la nostra via del corso, ma questa finisce al mare, è molto più lunga e molto più larga. Un via vai di gente, un mare di ragazzi, un turbinio di artisti di strada, tanti colori….

Ci siamo svegliato alle 4 sono le 10.30 e ho una fame !

Un panino sulla rambla è proprio quello che ci vuole.

Prendo la cartina. Porca miseria quante cose ci sarebbero da vedere. Casa Gaudì è uno spettacolo di architettura, placa reial meravigliosa, la cattedrale bellissima, anche se c'e' una sensazione strana. In fondo vengo da Roma, tutto mi colpisce ma non mi sconvolge più di tanto. Meglio vedere le strade, la gente, la vita di Spagna.


Arriviamo fino al porto e decidiamo per un ritorno creativo verso la piazza di partenza attraversando la cittadella vecchia, tutta vicoletti e piazzette, uno spettacolo.

Tornati a piazza catalunya i piedi sono già cotti. Prendiamo un autobus che ci porta dritti dritti a pl. Espanya. Da qui si apre la via immensa che ci porta al palazzo nazionale. Un caldo !

Peccato non poter vedere quasta fontana immensa in funzione, deve essere veramente spettacolare.

Da qui in avanti praticamente troviamo solo turisti, sembra che tutta barcelona sia concentrata intorno alla rambla.

Comunque i giardini e il palazzo meritano una visita. Il terrazzo panoramico ci offre una vista d'insieme di Barcelona. Si vedono chiaramente i monumenti come se stessimo consultando una piantina. La Sagrada Familia anche se in lontananza fa la sua figura. Peccato non avere il tempo per andarci.

Alle 17.00 ci prepariamo per il rientro a casa. Autobus, aeroporto, volo Alitalia per tornare a casa. Rimaniamo in lista d'attesa fino alle 18.20. Poi a bordo di un'aereo strapieno. Un'ora di ritardo alla partenza, alle 20.30 siamo a Roma. I piedi sono fusi, la stanchezza e' tanta, ma la contentezza è estrema.

Barcelona, una città sicuramente da vedere.

Prossima tappa: Vienna, Lisbona o Praga ?

Vedremo.



p.s. appena le organizzo per bene anche qualche foto !

martedì, luglio 04, 2006

Metti una domenica in montagna!

Parco Nazionale d'Abruzzo.

Sole e freschetto di montagna.
Una ventina di scooter in fila lungo un percorso che ha toccato le tappe:
Pescina, Pescasseroli, Opi, Forca d'Acero, Villetta Barrea, Civitella Alfedena, Lago di Barrea, Passo Godi, Scanno
Brutte facce a tavola ^__^
tanta voglia si stare in compagnia.
Insomma sono stato proprio bene, grazie !

Km percorsi 486 da casa.

un pò di foto qui.